giovedì 20 dicembre 2007

Mani

La mia mano con quella di Carletto sopra... Lui ha oltre un anno e pesa poco più di un neonato...alla nascita pesava sei etti, sembrava non ce l'avrebbe fatta ma ha combattuto, e per ora vinto, la sua battaglia. La sua mamma naturale è un'alcolista e ciò gli ha causato questo e gli altri problemi che fanno parte del suo, e da 10 mesi anche del nostro, quotidiano.
Non so perchè parlo di alcool stasera, ma pensare alle feste, a Capodanno e a come troppo spesso si intende "fare festa", in particolare tra i ragazzi, mi ha fatto pensare alla storia di Carletto, un piccolo angelo stupendo che è venuto a stare a casa nostra. Le scelte che facciamo non riguardano mai solo noi... inevitabilmente, in qualche modo, vanno a toccare e anche a condizionare, spesso pesantemente, anche la vita degli altri.

lunedì 17 dicembre 2007

Chissà se interessa...

Sa, oggi vi racconto qualcosa di me...sarà la neve o lo spirito natalizio mi è venuto voglia di darvi qualcosa di cosa sono, o cerco di essere... Allora sono sposato da 16 anni (con la stessa donna), e già questo di per se, di questi tempi, non è roba da poco. Io e la mia sposa abbiamo sei figli, quattro nati dal nostro amore e due a cui abbiamo deciso di fare da mamma e papà fino a che ne avranno bisogno. Siamo quindi una allegra famigliola che non riesce a passare inosservata quando si sposta.
Perchè racconto queste cose? Non certo per vanità o ricerca di vanagloria ma perchè credo che la famiglia sia un tale potenziale poco sostenuto, maltrattato, scopiazzato e boicottato che mi veniva voglia di fare un po' di pubblicità. Metter su famiglia: ne vale la pena...

mercoledì 12 dicembre 2007

Perchè le vogliono schiave?

"...nessuna donna nasce prostituta, c'è sempre qualcuno che la fa diventare"

Vi parlo di una iniziativa di cui non sentirete molto parlare in giro.
E' una manifestazione, prevista per sabato 22 dicembre 2007 a Roma, con ritrovo in piazza dell'Esquilino alle ore 20,30 per dire basta alla schiavitù di migliaia di ragazze in Italia, schiave per soddisfare gli appetiti genitali dei consumatori di sesso.

L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che opera nel vasto mondo dell’emarginazione in Italia e in molti paesi Esteri, da circa 20 anni opera anche nell’ambito della prostituzione, in Italia e all’Estero, ma soprattutto in Italia.
Nel mese di gennaio 2007 si era costituito l’Osservatorio Nazionale sulla Prostituzione presso il
Ministero dell’Interno. Si doveva studiare la via per la liberazione delle 100.000 ragazze sfruttate e schiavizzate per la prostituzione in Italia.
In realtà invece è venuto fuori l’opposto, quali proposte: di zoonizzazione; di riapertura in forma
criptata delle case chiuse, facili preda delle organizzazioni criminali; della protezione dei clienti e di conseguenza dei criminali. Tutte forme orientate verso una legalizzazione strisciante.
Non si è voluto parlare della proibizione della prostituzione, e solo in maniera superficiale della
punizione del cliente.
Bisognerebbe stare ad ascoltare le sofferenze di queste ragazze, e quante ne ho incontrate in Associazione, mandate in strada contro la loro volontà, anche minorenni (i gusti son gusti...). A sentire questi racconti mi vergono di essere un maschio, oltre che un essere umano.

"...nessuna donna nasce prostituta, c'è sempre qualcuno che la fa diventare"

martedì 11 dicembre 2007

La rete delle reti... trappola o intreccio di risorse?



Ho ripreso in mano la mia tesi. Essendo stata scritta 5 anni fa per certe cose è ormai obsoleta... non così, almeno per me, le linee guida e il taglio dato. Ne sottopongo un pezzo alla vostra attenzione.

Internet, la «Rete di reti», ritengo abbia due facce, esattamente come il termine può portarci a pensare a due cose diverse e quasi contrapposte. Ad esempio quando, amicizie, competenze, servizi si mettono “in rete”, si è in grado di dare risposte anche a situazioni patologiche o di disagio, aderenti alla realtà ed efficaci. Quando un adolescente intesse una rete di amicizie è in grado di confrontarsi con il mondo circostante, di avere qualche strumento in più, oltre alla famiglia per affrontare i problemi quotidiani.

Ma la rete può anche intrappolarti. Pensiamo ad un pesce, per lui la rete è una nemica che lo intrappola, lo lega, gli impedisce di muoversi e lo uccide.

E’ tra queste due figure (una concreta e l’altra astratta) della parola rete che a mio parere si situa alla perfezione un terzo tipo di rete (che è proprio un po’ reale ed un po’ virtuale), quella della multimedialità, delle nuove tecnologie, di Internet, delle Chat, degli SMS e quant’altro il nuovo mondo virtuale ci propone e ci proporrà.

E’ una rete che può aiutare, consigliare, aprire gli orizzonti, fare conoscere persone nuove, offrire la possibilità di giocare (anche mascherandosi, camuffandosi) … ma è questa stessa rete che può intrappolare, farti chiudere sempre più in te stesso, non renderti più capace di sostenere rapporti personali (nel senso autentico del termine, tra persone), può abbruttirti, addirittura renderti schiavo.

Dove sta la linea di demarcazione tra così tante differenze, dov’è la sottile lama del rasoio su cui ci si deve muovere, chi e che cosa può rendere la Rete madre o matrigna?
Ovviamente la persona che si inserisce tra le maglie di questa rete, si mette in gioco grazie al suo bagaglio culturale, le sue conoscenze di se e degli altri, le sue motivazioni ed emozioni, il proprio senso critico.

Non si tratta di una visione semplicistica: certo bisogna disciplinare quanto viene offerto dalla rete (e in questo senso già si sta lavorando), organizzare filtri e protezioni online, ma credo che un aspetto fondamentale sia l’educazione che, in questo ambito, intendo come far nascere e crescere il senso critico, la capacità di scegliere e valutare con la propria testa, al di la della moda e degli stereotipi.

Detto così pare facile e pure bello, ma mi rendo conto che non è per nulla semplice: la famiglia molto spesso latita, la scuola non sempre riesce ad andare aldilà del nozionismo puro (invece che stimolare il «desiderio di imparare, di conoscere») e le altre agenzie educative (i media, il gruppo dei pari in particolare), che sono quelle che attualmente parlano maggiormente ai ragazzi, ovviamente portano quanto a loro interessa portare.

(Immagine da www.bloggiando.com e www.experientia.com)

domenica 9 dicembre 2007

A volte il caso...

Negli anni passati in Africa, mi sono trovato spesso di fronte a situazioni paradossali al limite dell'assurdo; curiose ma spesso drammatiche. Stasera ve ne racconto una. In Guinea Bissau, la guerra di indipendenza dal Portogallo aveva lasciato come eredità, tra le altre drammatiche, migliaia di mine antiuomo sparse un po' ovunque (come purtroppo accade in vari paesi del mondo). Mi raccontavano che molte di queste erano state prodotte dalla Valsella, ditta italiana di armamenti, legata alla Fiat. Nel periodo in cui ero li erano state importate dall'Italia molte ambulanze Iveco (con i soldi della cooperazione allo sviluppo, che in questo caso sviluppavano le casse della italianissima Fiat...). Questo creava il paradosso: c'erano bambini che saltavano sopra una mina antiuomo nella cui produzione c'entrava la Fiat ed erano portati in ospedale da ambulanze prodotte dalla Fiat... Il danno e la beffa?



(Immagine da http://www.unimondo.oneworld.net/ e dal mio archivio africano)

mercoledì 5 dicembre 2007

Adolescenti virtuali?


L'incidenza dei media nei processi formativi della mentalità degli adolescenti e giovani, dei criteri di giudizio e scelta ha raggiunto livelli così alti da modificare radicalmente il rapporto tra le persone e le agenzie tradizionali di formazione della coscienza e dei criteri di giudizio.
La moltiplicazione delle fonti informative senza distinzioni tra fatti ed opinioni, senza distinzione della diversa importanza delle notizie. Il dilagare della rappresentazione di episodi negativi e violenti. Il troppo spazio dato a notizie superficiali: tutto ciò rende più difficile creare scale di valori, fino a generare forme di dissociazione nei vari ambiti dell'esistenza personale e sociale dei giovani, investendo anche il rapporto tra la vita e la morte, l'amore, il dolore, la speranza, il bene e il male.
Vengono a mancare valori e parole universalmente condivise. Nel loro mondo le linee di confine tra bene e male, tra giusto e ingiusto, tra lecito e illecito, si attenuano fino quasi, talvolta, a scomparire.


Ho fatto la mia tesi da Educatore Professionale su "Adolescenti e mondo virtuale". Interessa? kocc66@yahoo.com


lunedì 3 dicembre 2007

toh, un prete...


Gioronzolando sulla rete ho trovato questa lettera di Padre Alex Zanotelli (toh, un prete...) e la condivido con voi...


FINANZIARIA , ARMI , POLITICA CHE VERGOGNA !

Rimango esterrefatto che la Sinistra Radicale (la cosiddetta Cosa Rossa ) abbia votato , il 12 novembre con il Pd e tutta la destra , per finanziare i CPT , le missioni militari e il riarmo del nostro paese. Questo nel silenzio generale di tutta la stampa e i media, Ma anche nel quasi totale silenzio del “mondo della pace “. Ero venuto a conoscenza di tutto questo poche ore prima del voto. Ho lanciato subito un appello in internet : era già troppo tardi. La “frittata “ era già fatta .Ne sono rimasto talmente male,da non avere neanche voglia di riprendere la penna. Oggi sento che devo esternare la mia delusione, la mia rabbia. Delusione profonda verso la Sinistra Critica che in piazza chiede la chiusura dei “lager per gli immigrati “, parla contro le guerre e l’ imperialismo e poi vota con la destra per rifinanziarli. E sono fior di quattrini ! Non ne troviamo per la scuola , per i servizi sociali , ma per le armi SI’ !
E tanti !! Infatti la Difesa per il 2008 avrà a disposizione 23,5 miliardi di euro : un aumento di risorse dell’11 % rispetto alla finanziaria del 2007 ,che già aveva aumentato il bilancio militare del 12 %. Il governo Prodi in due anni ha già aumentato le spese militari del 23 % !!
Ancora più grave per me è il fatto dei soldi investiti in armi pesanti.
Due esempi sono gli F35 e le fregate FREMM. Gli F35 ( i cosiddetti Joint Strike Fighter )
Sono i nuovi aerei da combattimento ( costano circa 110 milioni di Euro cadauno ).
Il sottosegretario alla Difesa Forcieri ne aveva sottoscritto , a Washington , lo scorso febbraio , il protocollo di intesa.
In Senato , alcuni ( solo 33 ) hanno votato a favore dell’ emendamento Turigliatto contro il finanziamento degli Eurofighters, ma subito dopo hanno tutti votato a favore dell’ articolo 31 che prevede anche il finanziamento ai satelliti spia militari e le fregate da combattimento FREMM.
Per gli Eurofighters sono stati stanziati 318 milioni di Euro per il 2008, 468 per il 2009 , 918 milioni per il 2010 , 1.100 milioni per ciascuno degli anni 2011 e 2012 !
Altrettanto è avvenuto per le fregate FREMM e per i satelliti spia.
E’ grave che la Sinistra ,anche la Critica , abbia votato massicciamente per tutto questo, con la sola eccezione di Turigliatto e Rossi, e altri due astenuti o favorevoli.
Purtroppo il voto non è stato registrato nominativamente! Noi vogliamo sapere come ogni senatore vota !
Tutto questo è di una gravità estrema !
Il nostro paese entra così nella grande corsa al riarmo che ci porterà dritti all’attacco all’ Iran e alla guerra atomica .
Trovo gravissimo il silenzio della stampa su tutto questo : una stampa sempre più appiattita !
Ma ancora più grave è il nostro silenzio : il mondo della pace che dorme sonni tranquilli.
E’ questo silenzio assordante che mi fa male .
Dobbiamo reagire , protestare ,urlare!
Il nostro silenzio , il silenzio del movimento per la pace significa la morte di milioni di persone e dello stesso pianeta.
La nostra è follia collettiva , pazzia eretta a Sistema .E’ il trionfo di “O .Sistema”.
Dobbiamo riunire i nostri fili per legare il Gigante, l’ Impero del denaro.
Come cittadini attivi non violenti dobbiamo formare la nuova rete per dire No a questo Sistema di Morte e un Sì perché vinca la Vita.

Alex Zanotelli



domenica 2 dicembre 2007

Una riflessione...

Dopo quanto detto sulla Romania ed una risposta al post, condivido con voi questa cosa.
Dal ritorno dai quattro anni vissuti in Africa tra le varie riflessioni, una continua a colpirmi nonostante gli anni trascorsi... e cioè che se tutti gli abitanti di ogni Paese di questa terra desiderassero, come è legittimo, e ottenessero, come sarebbe giusto, tutti i beni che noi italiani, ad esempio, abbiamo a disposizione, il mondo non reggerebbe per molto tempo... per spiegarmi meglio se ogni famiglia cinese possedesse due autovetture, come ogni media famiglia italiana, non so se avremmo carburante per tutti e in quanto tempo l'ossigeno sarebbe sostituito dai gas di scarico...
Mi chiedo se il futuro del nostro pianeta debba essere costruito sul consumo e sul possesso (con tutti i problemi che ne derivano), e non piuttosto sull'equità distributiva... perchè chi l'ha detto che noi dobbiamo avere più di altri?
(Nella foto... acqua "corrente" in Senegal... più le donne sono veloci più è "corrente"...)

mercoledì 28 novembre 2007

Romania mon amour?!?!

Quest'estate sono stato 10 giorni a Bucarest, in Romania, insieme a nove ragazzi (dico ragazzi perchè io, almeno per l'anagrafe, non lo sono più), per andare a svolgere attività di animazione in Istituti e Orfanotrofi della capitale, all'interno di una iniziativa, che si realizza ormai da molti anni, della Comunità Papa Giovanni XXIII. In questi giorni di tensione con il popolo rumeno mi veniva da pensare a quello che avevo visto e incontrato, alle contraddizioni di un paese che, non più schiavo di una dittatura, vuole correre al progresso e alla ricchezza rischiando però o di cercare scorciatoie o che troppa gente resti indietro. Non pretendo di avere capito tutto in dieci giorni, ma ho capito che solo conoscendo le cose puoi realmente giudicarle. E sono stati gli occhi e i commenti degli adolescenti che accompagnavo, che certe cose le hanno capite prima di me e più a fondo di me. Dobbiamo far fare ai nostri ragazzi esperienze forti, far sporcare loro le mani, fargli vedere che possono fare delle cose belle per questo strano mondo.
Siamo andati a condividere con i bimbi che nessuno vuole lasciati a crescere in un orfanotrofio o, perchè disabili, in posti che speravo nel 2007 di non vedere più. Ma di questo vi racconterò un'altra volta.

martedì 27 novembre 2007


Una delle cose che mi fa riflettere è il come ci siano state rese necessarie delle cose, ci sono stati indotti dei bisogni, come si dice, rendendoci indispensabili degli aggeggi...

Vi faccio un esempio che riguarda me personalmente:
Io ho vissuto per 4 anni in africa, alla fine degli anni ’80. Avevo 19 anni quando sono partito. Ho vissuto, lavorato e viaggiato per savane e foreste, a piedi, in moto, auto, a cavallo. I telefoni c’erano solo negli uffici postali, nelle ambasciate ed in pochissime case. Non avevo modo di comunicare con nessuno in caso di necessità e quando ho avuto problemi, mi si rompeva la macchina in piena foresta, lontano dai centri abitati o cose del genere, in qualche modo mi sono sempre arrangiato. Ed ero in Africa. Oggi, a 20 anni di distanza, se devo fare 20 Km e mi accorgo di avere lasciato il telefono a casa, entro in panico: "mio Dio, e se per strada ho un problema?"

Non tutto di quello che ci pare indispensabile ne abbiamo realmente bisogno...
(immagine da www.rai.it)

lunedì 26 novembre 2007

Ho conosciuto un santo


Ho visto don Oreste Benzi l’ultima volta meno di un mese fa… davanti a qualche centinaio di giovani a Piacenza ad una festa della Comunità Papa Giovani XXIII da lui fondata, rispondeva ad ogni domanda, grande o piccola che gli veniva presentata. Dimostrava con ogni frase la sua “giovinezza” d’anima, che colpiva e non lasciava più il cuore. Così è sempre stato, dal primo incontro con lui, oltre 10 anni fa… con la mia sposa avevamo conosciuto la Comunità e avevamo deciso di intraprenderne il cammino, senza sapere bene dove il Signore ci avrebbe condotto… ma con un innamorato di Dio così grande davanti, sentivamo dentro che ne sarebbe valsa la pena. E così è stato. Nonostante la nostra fragilità umana abbiamo sperimentato il paradiso, cercando, per come siamo stati capaci, di accogliere nella nostra casa chi ne aveva necessità…bimbi, adolescenti, ragazze liberate dalla schiavitù della prostituzione, disabili… tutti diventati nostri “figli”, non nati dal nostro amore fisico, ma, come sempre diceva il “Don”, rigenerati nell’amore. Per sentirsi persona bisogna abitare nel cuore di qualcuno, amava ripetere: e davanti a lui ti sentivi persona perché per lui eri, in quel momento il più importante.
Mi sono innamorato della Comunità Papa Giovanni XXIII perché i responsabili sono i primi a fare le scelte più impegnative. Così era per lui: non si apparteneva più; non era più suo il tempo, viveva alla “Capanna di Betlemme” una casa dove vengono accolti i barboni… Si era “spezzato” per tutti: Credo sia questa la cosa più bella che porto nel cuore, tra mille altre. Essere davvero per gli altri, fino in fondo, ricordandosi che per «per stare in piedi bisogna stare in ginocchio».
So che non starà lassù a braccia conserte… non avrà più bisogno di cellulare o rosario ma sento già la sua voce che ci chiama «..fratellini..», e via a vivere la nostra intensa quotidianità, con un vuoto – umano – nel cuore, ma un “angelo” in più in cielo. (foto da www.apg23.org)

mercoledì 21 novembre 2007

Eroi? Vittime del fato? seconda parte


(Immagine da www.tatavasco.it - Carlo Giuliani prima dello scontro mortale).
Non riesco a non pensare come inevitabilmente ogni scelta personale influisce sulla nostra vita, nel bene e nel male... Mi chiedo se invece che incappucciarsi e brandire un estintore, Carlo Giuliani fosse andato a dare un pasto caldo ai barboni in stazione... o Gabriele Sandri invece che attaccar briga con altri ragazzi fosse stato a trovare anziani soli... Che sarebbe accaduto? e non è solo retorica. Chiaro che davanti alla morte pensi solo a chi ha messo fine ad una giovane vita, ma non possiamo dimenticare la parte delle responsabilità individuali. Purtoppo sempre più si parla solo di diritti e mai, o pochissimo, di doveri. E non lo trovo giusto.
Mi chiedo se a Genova, durante il G8, fosse morto un poliziotto ucciso con un estintore da un individuo a viso coperto, ne avrebbero fatto una puntata di Anno Zero (trasmissione che molto spesso ho trovato interessante con prese di posizioni condivisibili); Che poi la polizia possa avere compiuto atti violenti sbagliati (scuola Diaz, Bolzaneto etc), di cui mi auguro siano dimostrate le responsabilità e puniti i colpevoli, secondo me non giustifica certe prese di posizione anche della tv. Secondo me Carlo Giuliani non è un eroe, ma un ragazzo che ha fatto delle scelte. Scelte che implicano comunque, pur nella tragicità dei fatti, delle responsabilità. Dobbiamo prenderne atto.

lunedì 19 novembre 2007

Eroi? Vittime del fato?


Oggi voglio dire alcune mie riflessioni su tre fatti di cronaca tragica che hanno alcuni aspetti comuni: la morte di giovani ragazzi e il (non) rispetto della legge.
Ecco i fatti:
Aldo Bianzino è stato arrestato per coltivazione di canapa indiana nel suo orto. Era un falegname. Viveva con la famiglia a Pietralunga, sulle colline vicino a Città di Castello. Nel carcere di Capanne è stato pestato a morte. Il medico legale ha riscontrato 4 ematomi cerebrali, fegato e milza rotte, 2 costole fratturate. Lascia una moglie e un figlio, aveva 44 anni. (da www.beppegrillo.it)
Gabriele Sandri è morto domenica scorsa, 11 novembre, raggiunto da un proiettile sparato da un agente di Polizia che aveva notato tafferugli tra giovani dall’altra parte dell’autostrada rispetto a dove si trovava.
Carlo Giuliani fu ucciso da un colpo di pistola esploso da un carabiniere durante gli scontri di piazza tra forze dell'ordine e dimostranti che protestavano contro la riunione dei G8 tenuta a Genova nel 2001. (Vedi immagine sopra - da www.carmillaonline.com)

Quando ci si trova davanti al dramma di una morte, un uccisione è difficile ragionare ma voglio provare a dare il mio pensiero. Quante trasmissioni in tv, discussioni, notizie sul web, ci vogliono fare pensare a chi ha ucciso facendoci dimenticare anche la responsabilità delle vittime nei tragici fatti accaduti. Questo non vuol dire sminuire la responsabilità di chi ha troncato delle giovani vite, e spero che chi ha sbagliato paghi, ovviamente. Ma non mi esce dalla testa che Carlo Giuliani stava sfondando il finestrino di una camionetta dei carabinieri, col viso nascosto da un passamontagna, con un estintore “preso” (uso un eufemismo) chissà dove; Gabriele Sandri insieme ad altri “tifosi” aveva dato luogo a dei tafferugli, una rissa e Aldo Branzino coltivava canapa indiana. Permettetemi, sono tutte cose, anche se diverse, che hanno in comune il non rispetto delle altre persone e della legge, quindi hanno sbagliato loro per primi. Poi, ripeto, è giusto che chi ha sbagliato, che siano forze dell’ordine, politici o quant’altro paghi ognuno per le proprie responsabilità, ma questo non toglie che non mi sento di vedere celebrate queste persone come eroi. Ognuno di noi è responsabile delle scelte che fa e a volte ci dimentichiamo delle conseguenza che queste scelte potrebbero provocare: a noi o ad altri… (segue)

sabato 17 novembre 2007

Preferisco...

Preferisco AMMAZZARE il tempo,
preferisco SPARARE cazzate
preferisco FARE ESPLODERE una moda
preferisco MORIRE d'amore
preferisco CARICARE la sveglia
preferisco PUNTARE alla roulette
preferisco il FUOCO di un obiettivo
preferisco che tu RIMANGA VIVO!
(Caparezza - Follie preferenziali)

Un articolo del quotidiano La Stampa di ieri, riportava che solo nel 2005 si sono suicidati 6256 ex soldati tornati dalle guerre in Iraq ed Afghanistan, contro i 3683 soldati morti al fronte dal 2003. La guerra non finsce mai e porta sempre e solo morte. La pace e la giustizia non si possono imporre con le armi, ma solo lavorando all'educazione ed al rispetto dell'uomo,della vita.
Questo vuole anche dire sapere che tutto quanto ho io di superfluo è dell'essenziale che viene tolto a qualcun'altro.
La guerra porta solo atrocità, ma l'ignoranza e l'ingordigia fanno altrettanto danni, anche se chi li compie non se ne accorge neppure. O fa finta di niente.

per approfondire: Blood diamond (Warnerbros 2007)
Il conflitto (Caparezza)
Viva la guerra (E. Bennato)

venerdì 16 novembre 2007

Tanto per cominciare...


La frase di testa del blog è di Caparezza, uno dei miei pensatori di riferimento. Credo profondamente che solo dagli "ultimi" agli occhi del mondo potrà partire la costruzione di un modo più giusto, per tutti, di vivere.
Vorrei in questo spazio buttare idee ed esperienze vissute - da sognare - da vivere e da condividere, se qualcuno ne avrà voglia, perchè solo insieme agli altri si può arrivare a qualcosa di buono.
Non si può vivere da soli e quello che si ha lo si deve condividere con chi ne ha di meno. Che bella vita sarebbe.

C'era bisogno di questo blog?

Informazioni personali

Luca, questo è il mio nome. Vi è mai successo da avere mille cose da dire e quando è il momento non riuscire a comunicarle?